🔎 su Giulio Romano. Focus #4

Nella Galleria dei Mesi abbiamo esposto i rilievi eseguiti da Ippolito Andreasi tra il 1567 e il 1568 che ritraggono l’ambiente un tempo nominato loggia dei Marmi. Grazie a questi disegni siamo oggi in grado di ricostruire l’aspetto di questo luogo ancor prima dell’ampliamento tra gli anni del 1572 -1579 attuato per collegare la Palazzina della Rustica all’Appartamento nuovo di Castello. I disegni sono esposti in modo da creare uno stretto dialogo tra opera e ambiente, permettendoci di mettere a confronto la loggia dei Marmi di un tempo e la Galleria dei Mesi di oggi.

Il rilievo della parete nord della loggia dei Marmi, è composto da tre arcate cieche che contengono due nicchie ai lati della porta che consente l’accesso alla Sala di Troia. Nelle nicchie erano collocate due statue antiche di Venere, una “pudica” e una “generatrice”. Ignoti, invece, sono i tre busti che nel disegno si vedono collocati nella parete, due sulle mensole sporgenti delle lesene centrali (ritenuti di imperatori) e uno al centro della bacinella sopra la porta, in cui si riconosce Giulia di Tito. Il rilievo sopra la porta raffigurante una battaglia di Amazzoni (verosimilmente portato a Mantova da Giulio Romano) è ancora esposto a Palazzo Ducale nel contiguo appartamento di Troia. Ai lati del tondo centrale due eleganti Vittorie reggono un elmo e una corona. L’ornamentazione di stucco si uniforma a quella della parete di fronte e ne completa il ciclo delle figure allegoriche dei mesi rappresentanti da Settembre a Febbraio in età sempre più avanzata.

E’ inoltre esposto il disegno della parete sud della loggia dei Marmi, raffigurata con tre ampie arcate aperte con un muretto di protezione. Per i loro pennacchi Giulio Romano ha ideato figurine di stucco di geni alati di età crescente simboleggianti i mesi dell’anno da Marzo ad Agosto, a partire da un neonato fino ad un giovane rappresentato con un corno dell’abbondanza. Andreasi ha disegnato nell’arcata di destra una finestra sormontata da una lunetta vetrata e, dal momento che si tratta di decorazioni ripetitive, si può presumere che tutte le aperture avessero la medesima configurazione. La situazione è notevolmente diversa dallo stato attuale, che vede dei parziali tamponamenti in muratura nelle superfici un tempo interamente finestrate. Altra differenza riguarda la presenza di sculture antiche, due busti collocati sulle mensole delle due lesene centrali raffiguranti Lucio Vero e Commodo.

In seguito, viene presentato il Soffitto della loggia dei Marmi. Il disegno di Andreasi mostra il soffitto corrispondente a tre delle campate della Galleria dei Mesi. La volta a botte è rappresentata su un foglio piano; i dettagli, di natura decorativa, sono riportati solo nell’angolo superiore di destra. Come si può ancora notare, al centro di ognuna delle tre porzioni della volta delimitate da fasce troviamo un tondo con quattro putti, alcuni alati, con strumenti musicali o danzanti in girotondo; sei semicerchi, tre per ogni lato orizzontale del foglio, contengono copie di simili amorini intenti a giocare. Tra di loro e i tondi al sommo della volta si allineano nella fascia mediana piccole tavolette di stucco con figurine bianche su fondo nero. I soggetti, non del tutto chiariti, fanno riferimento al mondo classico; si distinguono un sacrificio di un toro e scenette di militari, tra le quali si riconosce almeno l’episodio di Murzio Scevola.

I restanti prospetti sono la Testata ovest della loggia dei Marmi affiancata dalla testata est della loggia dei Marmi. Da queste rappresentazioni si rilevano alcune differenze dovute probabilmente alla già menzionata ristrutturazione degli anni settanta del Cinquecento, quando l’ambiente venne raddoppiato in lunghezza verso occidente.

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6 ottobre 2019 - 6 gennaio 2020

Complesso Museale
Palazzo Ducale di Mantova